venerdì 10 dicembre 2010

I pianeti e la salute: conferenza di Astrologia Vedica con Ramanuja Das

Conferenza di Astrologia Medica

“Introduzione allo Jyotish e l’Ayurveda”
“I Pianeti che creano problemi di salute”
“Determinare le malattie analizzando la carta natale”
“Gli umori biologici e la relazione con i pianeti”
“Sincronizzando i periodi di malattie”
“Rimedi Astrali”

Ingresso Gratuito

A cura di: Ramanuja Das
Sabato 11 Dicembre 2010, dalle ore 18,30 alle 20,30

Bibliothé / Bhaktivedanta Library
Via Celsa 4/5 (Piazza del Gesù) 00186 Roma Tel, 066781427
http://bibliothe.blogspot.com/

Facebook: Bibliothé Bhaktivedanta

Visita il web:: www.astrohindu.com

lunedì 29 novembre 2010

Quella tensione tra corpo, mente e spirito, sospesa tra orientalismo e transavanguardia

Con un gioioso aperitivo ayurvedico nei locali del Bibliothè, al quale siete tutti invitati, si conclude venerdì 3 dicembre, alle ore 19.30, la mostra "Attrattismo" di Enzo Barchi. Le tele (ma è esposta anche una scultura, che si può vedere qui tra le immagini) hanno fatto scrivere a Francesca Pietracci nelle note di sala:
 
“Nello spazio intermedio che si colloca tra Transavanguardia e Orientalismo, Enzo Barchi si è costruito un suo stile e una sua forte poetica. Eleganti, spirituali e dialettiche, le sue opere evocano un percorso di conoscenza e di semplicità, una via della saggezza e nella pace che i suoi uomini e le sue donne praticano con naturalezza e positività. Il corpo umano sembra rappresentare costantemente il centro della sua attenzione: un corpo in grado di oltrepassare il dolore, le negatività che la vita costringe ad attraversare. L'energia che parte dai chacra ridefinisce un'anatomia ideale verso la quale tendere, una sorta di liberazione dalle contrazioni e dalla paura, una tensione costante verso l'unificazione tra corpo, mente e spirito. La sua tavolozza è ricca di toni e di sfumature, ripercorrendo la fascinazione della pittura rinascimentale, l'insegnamento della natura nella sua ricchezza e nella sua generosità. Così come, di tanto in tanto, appaiono figure intermedie che collegano i mondi animale, umano, divino. Una pluralità di esseri che sovrintendono la vita nel pianeta e diffondono i loro influssi.
Da qui nasce il titolo "Attrattismo" che evoca l'azione di catturare la com-passione, la partecipazione, l'amore, l'intelligenza di esseri umani da parte di entità spirituali. Il suo lavoro si presenta, dunque, come un viaggio verso la conoscenza, attraverso i suoi molteplici livelli, un movimento perenne verso la scoperta delle proprie potenzialità.
FRANCESCA PIETRACCI
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Il manifesto poetico che ha ispirato la serie esposta ce lo illustra lo stesso autore:
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"Contemplare la natura materiale - le forme "tutte curve" riflesso ed imitazione imperfetta della Realtà - ovvero ciò che non è = "astrattismo".
Contemplare la natura spirituale, le Forme "triplici curve" eterne, incorruttibili e perfette della Realtà, ovvero del Bello in sé = attrattismo."
Attrattismo" è la conoscenza matematica con la quale l'anima già coglie le forme eterne nel sensibile. La natura sensibile partecipe delle essenze ideali, accoglie in sé, limitandole con la materialità, le Forme eterne, immobili e trascendenti. La Forma che attrae è espressa nelle opere "Triply Flexed Stance - Posa Triplicamente Curva" le quali, per quanto poco partecipi alla perfezione ideale, contribuiscono a facilitare il ricordo delle Forme essenziali, a rendere più acuta la nostalgia di amore e conoscenza. "La conoscenza non è scoperta ma rievocazione" dice Platone; nell'opera scultorea "from matter to spirit", l'anima che ha contemplato la Forma "Tribhanga - Triple bending"- che non è un' elucubrazione mentale ma è forma trascendentale, visibile con l'occhio dell'anima nello stato di trance - ne ha acquistata conoscenza per immediata via intuitiva. Jaya Srì Krishna"
ENZO BARCHI
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IMMAGINI. "Attrattismo", due opere esposte da Enzo Barchi al Bibliothè, fino al 4 dicembre.

martedì 19 ottobre 2010

Corso di sanscrito. La lingua più antica e misteriosa, che spiega molte cose di oggi

Ricordiamo, tutti noi che abbiamo frequentato il liceo classico quando i licei erano una cosa seria (per non parlare dei corsi universitari di lingue antiche, latino e greco) quante volte gli insegnanti illustrando una parola si richiamassero alla sua insospettabile origine orientale, cioè ad un nucleo semantico appartenente alla lingua più antica, madre di tutte le nostre lingue, latino compreso, cioè il sanscrito.

Chi è vegetariano o vegan, poi, ha letto da qualche parte che il termine deriva dal latino "vegetus" (vitale, vigoroso, sano), che a sua volta deriva da una radice "vag" del sanscrito che denoterebbe – se abbiamo capito bene (chissà se il dott. Nuti approverà...) – il senso dell’accrescimento, del vigore, insomma della vitalità.
Ci è sempre rimasto, insomma, il desiderio di saperne di più, di questa lingua insieme antichissima e moderna, misteriosa e chiarissima, che forse è capace di spiegare tante cose finora rimaste oscure, e anche, come fa un po’ anche il latino, di insegnarci a pensare.

D’altra parte, la scoperta del sanscrito in Occidente ha segnato la sua Storia.

Negli ultimi anni, poi, lo studio di questa antica lingua ha suscitato l'interesse non più solo di singoli studiosi nel campo della ricerca, ma anche di uomini e donne che ovunque nel mondo sono entrati in contatto con lo Yoga, l'Ayurveda e in generale con la saggezza vedica.

Il Corso del Bibliothè verte sulle linee essenziali della scrittura, della fonetica e della grammatica sanscrita, al fine di fornire ai partecipanti le basi linguistiche per avvicinarsi ai grandi classici dell'India.

CORSO. La sessione attuale del Corso di introduzione al Sanscrito inizia il 3 ottobre, si tiene ogni Lunedì e Martedì, alle ore 20, a partire da lunedi 3 ottobre. Il Corso verte sulle linee essenziali dell’alfabeto, della fonetica e della grammatica del sanscrito, al fine di fornire ai partecipanti le basi linguistiche per avvicinarsi ai grandi classici dell’India. Iscrizione e frequenza: euro 185. A cura del dott. Iacopo Nuti. Ulteriori informazioni presso il Relatore: 347/5308812. iacoponuti@gmail.com

IMMAGINE. La poesia "L’Infinito" di Giacomo Leopardi in una traduzione in sanscrito di Nityananda Sharma.

martedì 5 ottobre 2010

Arriva l’autunno: riprendono Corsi ed eventi culturali. Ecco i primi appuntamenti

Cari Amici, è ottobre, cominciano a cadere le foglie, arrivano i primi venti freschi e, dopo la vita spensierata all’aria aperta della lunga estate, di nuovo ci prende il desiderio di rifugiarci in un ambiente comodo e accogliente per nutrire non solo il corpo, con i manicaretti indiani ayurvedici e i salutari tè aromatici (per non parlare degli squisiti dolci anglo-indiani di Trina!), ma anche la mente. E mentre la sala da tè e il ristorante riprendono la loro attività, una serie di eventi originali, talvolta unici, attira la vostra attenzione: 

Ecco le principali iniziative dei prossimi giorni: 

Mercoledi 6 ottobre, ore 18.30
presentazione del Corso
DA BUDDHA A EINSTEIN
La struttura del pensiero orientale nella fisica moderna
Tenuto da Paolo Guido
Ingresso libero

Giovedi 7 ottobre, ore 18.00-19.30
LEZIONE INTRODUTTIVA DEL CORSO DI YOGA
Tenuta da Gayatri Devi (Kerala, India)
Ingresso libero

Sabato 9 ottobre, ore 10.00-17.00
Una giornata di "immersione totale" nel misterioso ed affascinante mondo dei Veda. Un'occasione unica:
ELEMENTI LINGUISTICI E LETTERARI NELLO YOGA
A cura di Iacopo Nuti
1. Sessione di studio mattutina (ore 10-13)
Cenni storici: il romanticisimo e la letteratura sanscrita
Origine e finalità dei Veda
Rivelazione e Tradizione: la metafora dell’albero
Lo Yoga nel contesto dei sei darshana: le opere in aforismi
Le "fonti" classiche dello Yoga
2. Pausa Pranzo Ayurvedico (ore 13-15)
3. Sessione di Studio pomeridiana (ore 15-17):
Approccio empirico e tradizionale alla letteratura vedica
Che cos’ è lo Yoga? uno studio filologico sulle principali definizioni
Il lessico dello Yoga: Bhagavad Gita e Yoga Sutra a confronto
Il Purana e gli antichi racconti
Quota di partecipazione: 40 euro (pranzo incluso) + 5 euro (quota associativa).
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Venerdi 15 ottobre, ore 19.00
PSICOLOGIA E SPIRITUALITA’ DELL’INDIA
Proiezione in video-conferenza di Marco Ferrini
Ingresso libero
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Sabato 16 ottobre, ore 19.00
Mostra d’Arte contemporanea di pittura e fotografia
"PRAKRITI", LE ENERGIE DELLA NATURA
di Filippo Carli e Claudia Tesini
Ingresso libero

Frutta e legumi composizione a tempera (disegno colori)(piccolo) NOVITA’: Giovedi 3 Novembre: Cibo e salute del corpo, cibo e salute della mente
PRENOTAZIONI PER IL "CORSO COMPLETO DI ALIMENTAZIONE NATURALE E VEGETARIANA" (il Corso inizia Giovedi 3 novembre) Invitiamo a prenotarvi subito. Giovedi 3 Novembre, alle ore 17,30, inizierà il Seminario completo di aggiornamento su "Alimentazione sana naturale e Terapie con gli alimenti" (7 lezioni di 2 ore ciascuna, 14 ore totali, con Dispense per ogni lezione). Il corso, unico in Italia, è stato pensato per tutti, compresi i professionisti della salute, e affronta tutti i temi della nutrizione, nessuno escluso, alla luce delle ultime scoperte scientifiche e anche della tradizione. Relatore dr.Nico Valerio. Iscrizione: euro 95. Prenotazioni presso il relatore: nico_valerio@tiscali.it o al 339.4375909, anche sms.
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IMMAGINI. Una simbolica figura Hata Yoga nel cielo blu dell'alba, il Tao dell'Amore in una pagina manoscritta calligrafica, in inglese, e una composizione a tempera di vegetali alimentari.

giovedì 11 febbraio 2010

Un'originale mostra di arte vedica degli anni 80: Tridhaman, ovvero il Terzo Cielo

Mahavishnu: Ram Abhiram Das

Si è inaugurata il 5 scorso la mostra Tridhaman, ovvero il Terzo Cielo, visitabile fino al 17 febbraio. Alla presentazione, il dr Rao, scienziato dell'IIT Bombay, ha introdotto il concetto della cosmogonia Vedica come il più grande monumento spirituale dell cultura indiana, a cui si ispirano gli autori di questa mostra: Druva Das, Ram abhiram das, Ramanatha, Gianfranco De Micheli.
A cura di Enzo Barchi

domenica 1 novembre 2009

Mostre. La prossima, in fine novembre, sul tema del poema epico Mahbharata

Scena dal "Mahbharata" (arte popolare indiana).
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"Nella sua grande compassione, quel grande saggio compose il Mahabharata per le donne e gli uomini, affinché essi potessero raggiungere lo scopo della vita".
Srimad Bhagavatam I.4.25
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In India si usava dire un tempo: "Tutto quello che si trova nel Mahabharata c’è anche altrove. Ma quello che non c’è, non si trova da nessuna parte". Come dire: il principio e il luogo di tutto lo scibile.
Noi europei abbiamo l’Iliade, l’Odissea, il Cid, la Gerusalemme Liberata, la Divina Commedia. In India il poema epico o comunque l’opera più grandiosa è senza dubbio il Mahabharata, che in quanto a numero di versi potrebbe valere ben più che la somma di tutti quei poemi. Anche se è vero che l’arte non si misura in quantità di strofe, questo dimostra almeno la grandiosità dell’opera. Ma sull’argomento diamo la parola a Jacopo Nuti, indologo, studioso di sanscrito e di letteratura indiana antica.
"Il Mahabharata riveste un ruolo centrale nella letteratura mondiale. Con le sue oltre centomila strofe, è il più esteso poema non soltanto dell'India, ma dell'umanità intera, pari a circa otto volte l’Iliade e l'Odissea riunite assieme.
Composta in epoca incerta e antichissima dal saggio Vyasadeva, l’opera si rivolge esplicitamente a tutti gli uomini e le donne di oggi, inseriti nel contesto storico di quello che viene tradizionalmente definito ‘tempo della contesa’ (kali yuga).
Nel corso della storia, l’opera ha ispirato il genio di celeberrimi poeti, letterati, artisti, senza mai smettere di "toccare" il cuore dei semplici o "colorare" il sogno dei bambini.
"Tutto quello che si trova nel Mahabharata c’è anche altrove", recita un antico detto indiano. "Ma quello che non c’è, non si trova da nessuna parte".
L’amore, l’odio; la gioia, il dolore; il coraggio, le viltà: le storie del Mahabharata raccontano tutti quei ‘sentimenti’ (rasa) che plasmano il carattere di uomini, esseri celesti, demòni, re, donne bellissime, guerrieri, traditori, eroi, proprio come in un teatro itinerante avente per scena la vita di tutti i giorni.
L’eterna lotta tra il bene e il male viene infine risolta nel sesto libro dell’opera: la conoscenza più confidenziale, emanata dalle labbra stesse del Signore, produce "il canto del Beato" (Bhagavad Gita) risvegliando l’amore da sempre anelato nel più profondo del nostro cuore.
Il Bibliothè, onorato dalla possibilità di ospitare una mostra dedicata al Mahabharata, ringrazia gli artisti dai quali essa verrà arricchita, e i partecipanti tutti che vorranno arricchirla con la loro presenza".
.m

sabato 31 ottobre 2009

Film. Come l’India è diventata in vent’anni la più grande democrazia del mondo

India moderna: Bangalore
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Si tiene in questi giorni a Roma il festival cinematografico Asiatica Film Mediale, la decima edizione degli Incontri con il Cinema Asiatico (30 ottobre-7 novembre).
Tra i più interessanti documentari in concorso, senza dubbio va citata l’inchiesta sociologica "In For Motion", che ripercorre le tappe drammatiche e le contraddizioni stridenti del tumultuoso sviluppo dell’India negli ultimi decenni, un enorme Paese che è passato - per usare un'espressione occidentale - dal Medioevo all'industrializzazione avanzata, saltando l'intero periodo intermedio.
Il film, scritto e diretto dall’indiano Anirban Datta (durata: 59 min.), sarà proiettata martedi 3 novembre alle 21h nella saletta del Bibliothè (ingresso libero).
"In for motion" è un saggio visivo sui drammatici cambiamenti a cui ha assistito la più grande democrazia del mondo negli ultimi venti anni", riporta la scheda di presentazione del festival.
"La liberalizzazione economica, la rivoluzione informatica e quella tecnologica si sono verificate simultaneamente in un paese che non ha mai conosciuto una reale rivoluzione industriale. Le città si sono ingigantite, i beni di consumo sono cambiati. I cittadini si sono resi conto del loro potere di consumatori, l'unità democratica ha assunto una nuova identità. Oggi la popolazione, grazie all'istruzione e alla crescita professionale, sembra essere divenuta il più grande contribuente dell'industria informatica.
"Il film è il viaggio del regista attraverso le strade dello sviluppo, passando per le radici culturali multietniche e delineneando le alterazioni di ciò che è al di là dell’ informazione.
Ma chi è il regista Anirban Datta?
Datta è nato a Calcutta nel 1975. Si è laureato nel 2006 nel dipartimento di regia e sceneggiatura del Satyajit Ray Film & TV Institute, e inizia la sua carriera come sceneggiatore.
La pellicola "In for Motion" ha ricevuto diversi riconoscimenti. Il prestigioso premio del Jan Vrijman Fund, ed ha avuto la sua prima mondiale all’IDFA (Indian Documentary Producers Association) nel 2008. Qui ha vinto il Silver Award per il miglior documentario nel settore First Appearance & East Side Stories. E’ poi stata premiata con la menzione speciale della giuria del festival di Mumbay, ed ha avuto numerosi altri riconoscimenti in festival cinematografici internazionali.
Altri film di Anirban Datta vincitori o inclusi in competizioni sono stati: Chronicle of an Amnesiac (29 min doc, DVC, 2007),Tetris (30 min short fiction, 35 mm Color, 2006) che ha fatto parte della Selezione ufficiale del festival di Cannes nel 2006; e Here is my Nocturnal (29 min doc DVC, 2004).
Arriederci a martdi sera al Bibliothè, e buona visione!